Steno Tonelli “il Globe Theatre si compone di venti ambienti distinti che ricreano atmosfere, luoghi ed epoche differenti” – scenografo e costumista di moltissimi film ha sostenuto Gianluca Cristoni nella creazione delle atmosfere di Petra-Modenantiquaria

Lo studio di Steno Tonelli, a Funo d’Argelato, è un mondo. Si chiama, non a caso, Globe Theatre, è un negozio di oggetti di arredamento vintage, di modernariato e design composto da più di venti ambienti distinti che ricreano atmosfere, luoghi ed epoche differenti. Tonelli, scenografo e costumista di moltissimi film, da “Gli amici del bar Margherita” a “Dancing Paradise”, collabora anche all’allestimento di spazi fieristici: Petra, padiglione dedicato all’arredo e al design di parchi, giardini e spazi verdi, nell’ambito di Modenantiquaria, ospita alcuni dei suoi straordinari oggetti.

Steno Tonelli, ci racconti il suo lavoro.

Steno Tonelli: “Io sono scenografo, costumista e arredatore, ho lavorato a lungo nel cinema e alcuni anni fa ho creato questo posto dove ho voluto ricreare tutte le ambientazioni, dai negozi di una volta, come la farmacia e la macelleria di un tempo, con mobili e oggetti che oggi non si vedono più, agli accessori tipici della marineria o dell’aviazione. Li utilizzo per l’arredo di negozi o spazi pubblicitari, di vetrine e fiere, per servizi fotografici e naturalmente per i set cinematografici”.

Com’è nata questa passione?

Steno Tonelli: “Io amo gli oggetti, ne sono sommerso, sono un collezionista. Ho viaggiato tanto, e in ogni luogo ho raccolto elementi d’arredo, manufatti, utensili di ogni genere. Per ricreare un’ambientazione bisogna conoscere la storia, sapere quali strumenti si usavano in un determinato luogo e periodo, è questo il bello. Ora molto spesso si utilizzano le copie, ma io non saprei nemmeno come farle: cerco sempre gli originali, la ricerca fa parte del lavoro”.

A Petra è stata realizzata una foresta ispirata ai viaggi di Corto Maltese. Quali oggetti ha portato?

Steno Tonelli: “I temi principali dell’allestimento di Petra sono il viaggio, il safari, l’avventura, l’Africa. Ho portato un enorme cranio appartenuto allo scultore Henry Moore, lo conservava nel suo studio per trarne ispirazione, poi un coccodrillo, un leone, dei leopardi… ovviamente veri, e imbalsamati: una volta, soprattutto nell’800 e fino agli anni ‘30 e ‘40 del ‘900, andava molto di moda usare questi trofei come pedane davanti al camino. Oggi naturalmente non sarebbe più possibile. Ci sono poi tende coloniali, una scrivania d’epoca, un mobiletto con il rasoio e il necessario per farsi la barba, un tavolino da campeggio coi binocoli, sgabelli fatti con zampe d’elefante, anfore, una serie di vecchi bauli, una cartina geografica, fotografie del periodo coloniale: tutti elementi che richiamano il viaggio, l’esotismo e l’avventura”.

Steno Tonelli – Globe Theatre

intervista dalla redazione di The Network Spirit – www.biodivwrsity.bio

di Giulia Foschi