La Mimosa o Acacia, arriva dalla Tasmania ed il fiore simbolo del mese di marzo

Tutti sanno che la mimosa è il fiore delle donne: dal 1946, per iniziativa della parlamentare Teresa Mattei, in Italia il giallo ramo fiorito viene offerto l’8 marzo per la Giornata Internazionale della Donna. Questa pianta, dai fiori così soffici e profumati, il cui nome scientifico è Acacia, ha una storia e caratteristiche particolari: siamo abituati a vederla in tutta Italia, specialmente lungo la Riviera ligure, in Toscana e in tutto il meridione, ma è originaria della Tasmania, Australia, ed è arrivata in Europa solo 200 anni fa. È una pianta molto delicata che desidera terreni freschi e ben drenati, e temperature miti.

Una curiosità: le giraffe sono talmente ghiotte di mimose da ingurgitarne fino a 66 chili al giorno. Pur non mangiandola, noi possiamo usarla per le diete, perché i componenti che contiene riducono il senso di fame, inoltre i suoi decotti sono efficaci contro i sintomi delle malattie veneree, ma anche contro nausea e diarrea. I suoi olii essenziali hanno proprietà antisettiche e astringenti e, applicati sulla pelle, donano una speciale sensazione di rilassamento, la detergono e la purificano. In aromaterapia la mimosa è usata per curare stati d’ansia, stress e tensione nervosa, facilita l’apertura verso gli altri e una buona disposizione verso il mondo.

Anche la gustosa torta che dalla pianta prende il nome è diventata il dolce tipico della festa della donna: i tocchetti di pan di spagna che la decorano ricordano i suoi leggeri fiori gialli. Infine un suggerimento per conservare il ramo reciso ricevuto in dono l’8 marzo: tagliare un ulteriore pezzetto di ramo dal punto di taglio e conservare la pianta recisa in abbondante acqua con alcune gocce di limone (10 gocce al litro vanno bene), per correggere l’acidità e farla durare più a lungo.

dalla redazione di Biodiversity.Bio