Quando le donne inventarono il giardino

Molto tempo prima che l’uomo decidesse di piantare dei semi, le donne impararono a coltivare molti vegetali permettendone lo sviluppo tagliandone parti e curandone la ricrescita, per margotta e talea.

Prima dell’agricoltura, prima dei campi, ci furono orti e frutteti, i primi veri giardini. Erano probabilmente aree selvagge che contenevano spontaneamente specie commestibili e per proteggerle venivano recintate. Dice Jaques Brosse: “In questo spazio delimitato qualcuno imparò a curare le piante utili, le liberò da quelle che potevano nuocere alla loro crescita, portò loro l’acqua necessaria nei periodi di siccità. Questo qualcuno era sicuramente una donna.” La stabilizzazione dava la possibilità di osservare il ciclo di crescita, di imparare a capire dove e quando intervenire per migliorare i raccolti. Nei primi recinti-giardini si trovavano le piante alimentari, quelle che venivano usate come condimento, le droghe, le piante aromatiche, ma oltre a queste vi si trovavano fiori, piante profumate e quelle usate per i doni agli dei. La selezione non era solo utilitaristica ma anche e soprattutto estetica e religiosa.

 

Maurizio Corrado

Redazione www.biodiversitywar.it
Fondazione BioHabitat

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