Lorenzo Ciccarese è un ricercatore ed è il responsabile dell’area protezione specie e habitat e gestione sostenibile dell’Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Inoltre, ha fatto parte del Gruppo Intergovernativo sul Cambiamenti Climatico (IPCC) al quale nel 2007 è stato assegnato il Premio Nobel per la Pace. In occasione della Giornata mondiale della Biodiversità ci spiega l’importanza della varietà delle specie e il legame tra biodiversità e turismo, il tema scelto quest’anno per celebrare la giornata.

Dott. Ciccarese, perché è importante salvaguardare la biodiversità?

Lorenzo Ciccarese: “La biodiversità prima di tutto è importante di per sé, per il suo valore intrinseco. Spesso alla biodiversità vengono attribuiti valori economici, ma l’elemento fondamentale è la sua conservazione per il bene della natura stessa. Solo dopo possiamo parlare della sua importanza per la produzione di cibo, legname, energia, medicina, per la capacità di tutti gli habitat e della biodiversità di regolare il clima, il ciclo delle acque, il carbonio e così via”.

Qual è il tema di quest’anno della Giornata della Biodiversità?

Lorenzo Ciccarese: “Un bellissimo tema, quello del turismo. Secondo l’United Nations World Tourism Organization (UNWTO), il numero di turisti che nel 2016 hanno attraversato le frontiere internazionali ha superato 1,3 miliardi di persone, con un aumento del 5% rispetto al 2015. Il turismo contribuisce ormai per il 10% al PIL mondiale, ma l’altra faccia della medaglia è l’aumento delle emissioni di gas a effetto serra, il maggiore consumo di acqua e di altre risorse naturali e di rifiuti e, non ultimo, la perdita di biodiversità sul pianeta, che rappresenta invece un prerequisito importante per lo stesso turismo”.

Come incide in pratica il turismo sulla biodiversità?

Lorenzo Ciccarese: “Ogni tipo di turismo ha un impatto su specie ed ecosistemi. Si tratta dunque di trovare il modo di coniugare la crescita costante del turismo, soprattutto da parte dei Paesi emergenti, con la salvaguardia della biodiversità, perché se lasciata a sé stessa questa crescita porta gravi problemi. Alcuni operatori turistici hanno capito che mantenere la biodiversità è importante perché è di per sé un valore che spinge le persone a visitare un luogo. Ad esempio molte persone visitano le nostre città anche perché qui trovano cibi particolari. Penso alla costa salentina: con i problemi legati a una pesca eccessiva, si rischia di non trovare più la stessa ricchezza di offerta, e questo è un problema”.

In che modo dunque coniugare turismo e salvaguardia della biodiversità?

Lorenzo Ciccarese: “Implementando tutte norme, i regolamenti e le direttive pensate per mantenere a uno stato favorevole di conservazione delle aree protette, e verificare che effettivamente le aree protette siano gestite come tali. In parte il turismo deve anche essere circoscritto: pensiamo ad esempio alle immersioni subacquee nelle barriere coralline, o ai viaggi alle Isole Galapagos: prima si raggiungevano in battello in due giorni di navigazione, ora c’è l’aeroporto e in un solo giorno arrivano centinaia di migliaia di persone. Il solo calpestio crea un impatto, pensiamo poi ai rifiuti, all’inquinamento acustico: l’ecosistema ne risente. Esistono invece degli interventi positivi, ad esempio a difesa delle dune: in alcuni casi sono stati fatti interventi di recupero naturalistico, utilizzando gli stessi elementi naturali anziché cemento o altri materiali invasivi, che di per sé costituiscono un elemento di attrazione turistica oltre ad essere a favore dell’ambiente, perché basate sul recupero degli ecosistemi”.

di Giulia Foschi
Redazione www.biodiversitywar.it

Fondazione BioHabitat

segui le storie con il magazine biodiversitywar 

Entra con noi in “Un Viaggio fatto di Uomini, di Semi e di Piante”