I grandi della Terra, riuniti l’11 e 12 giugno all’Hotel Savoia di Bologna, si sono seduti attorno a un tavolo completamente ricoperto da un prato, coi piedi sull’erba, circondati da piante rigogliose. Il luogo perfetto per discutere delle più urgenti questioni ambientali, con l’auspicio che il verde possa incentivare scelte sempre più precise e rigorose. Gianluca Cristoni si è occupato, con la sua azienda Latifolia Group, dell’allestimento per il G7 Ambiente, trasformando in pochissimo tempo le sale di un hotel in una foresta. Un’idea di successo, condivisa dai media di tutto il mondo e sintesi di un’esperienza decennale che parte dalla capacità di saper unire i contenuti di un evento a un’immagine suggestiva e armoniosa.

Gianluca Cristoni: “Serve una strategia e una buona capacità di controllo, unita a un grande lavoro fisico. Usciamo, in questo senso, dall’ambito del vivaismo. E’ come un puzzle: inizi e devi sapere come incastrare tutti i pezzi. Io credo che a parte la predisposizione per questo tipo di lavoro, e l’amore per la natura, sia centrale la volontà di portare il verde a una conoscenza più ampia e generalista: il giardino bello, importante, è sempre stato privilegio di pochi; noi cerchiamo di renderlo accessibile a tutti, generando emozioni e trasferendo messaggi”.

 

 

Gianluca Cristoni, come avete ideato questo allestimento?

Gianluca Cristoni: “Devo dire che è stata una bella sfida: abbiamo ribaltato un albergo intero, non certo piccolo, senza interferire con le attività, né disturbare gli ospiti. Inizialmente ci è stato chiesto di rendere invisibili, grazie alla vegetazione, pareti alte oltre tre metri e mezzo. Non essendoci i tempi tecnici per realizzare un prato verticale, abbiamo rivestito il pavimento e riempito le pareti di piante diverse. Abbiamo portato vegetazione di sottobosco in 1500 moduli di pre-vegetato, entrando in punta di piedi nell’albergo”.

 

E poi c’è il grande tavolo verde, al centro di tutte le immagini del vertice.

Gianluca Cristoni: “Il tavolo verde è stata una nostra idea, inizialmente discussa per via di alcuni problemi pratici, fondamentalmente legati al fatto che quando si fanno iniziative di questo genere l’apparato tecnologico è imponente: microfoni collegati alla regia e agli interpreti, sistemi di telecamere che consentono di mostrare gli interlocutori da diverse angolazioni, e così via. Siamo riusciti comunque a risolvere tutte le questioni tecniche, posando un prato di Zoysia cresciuta ma non troppo alta, perché ovviamente gli interlocutori dovevano potersi vedere. C’era poi la questione degli animaletti: abbiamo sottoposto il prato a un trattamento biologico affinché durante il G7 non saltasse fuori qualche insetto o bestiolina. Sarebbe stato divertente, ma per fortuna non è successo”.

L’allestimento è piaciuto agli ospiti?

Gianluca Cristoni: “Moltissimo, anche se come spesso accade i riscontri più entusiastici sono arrivati dagli stranieri: giapponesi e tedeschi sono impazziti! Tutti hanno comunque concordato nel notare che un simile allestimento non era mai stato realizzato”.

Sempre più spesso vengono richiesti allestimenti verdi, anche in contesti non legati all’ambiente.

Gianluca Cristoni: “Sì, perché il verde funziona, attira, ed è anche più economico: abbiamo verificato, conti alla mano, che un allestimento equivalente a quello realizzato al Savoia con pannelli e monitor sarebbe stato molto più costoso. Noi lavoriamo sempre più spesso con aziende di ogni genere. Come la Philip Morris, che ogni mercoledì organizza un aperitivo in centro, tutto verde. Un tempo la vegetazione era vista come qualcosa di complesso, che crea problemi di gestione. Oggi, grazie a tecniche innovative, questo non è più vero, ed è qui che noi di Latifolia facciamo la differenza, ad esempio con il sistema del blocco della vegetazione che permette di evitare ogni problema di innaffiatura e decadimento. Il verde è diventato un comune denominatore per qualunque tipo di situazione”.

 

 

Redazione www.biodiversitywar.it

Fondazione BioHabitat

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