Partiamo dai dati.
La diretta streaming di venerdì 13 ore 16 dalla Sala Mia di Agrilevante Bari parte da una radiografica del territorio attraverso i dati di #italiasicura: Struttura di Missione della Presidenza del Consiglio contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche

appuntamento per venerdì in diretta da Agrilevante

Morfologia e urbanizzazione: un caso unico

Dal punto di vista morfologico, l’Italia si distingue per la sua natura geologica in gran parte giovane, caratterizzata da terreni argillosi e sabbiosi male ancorati alla roccia dura, che ci rende tra i Paesi più franosi al mondo. A questa caratteristica naturale s’intrecciano le conseguenze dell’attività umana: l’eccessiva densità abitativa, la scomparsa della manutenzione, gli abusi del suolo, una scarsa conoscenza dei fenomeni, l’assenza di prevenzione strutturale. In base ai dati di #ItaliaSicura, le aree di dissesto sono presenti nell’81,9% dei nostri comuni. E non è certo solo un problema di danno ambientale: dal 1950 ad oggi abbiamo contato 5.459 vittime in oltre 4.000 tra frane e alluvioni. Non franano solo terreni o case provocando dei lutti, ma anche strade e autostrade, ferrovie, reti idriche ed elettriche.

Precipitazioni eccezionali e impermeabilizzazione del suolo

Inoltre, il cambiamento a livello globale del clima ha mutato anche il regime delle precipitazioni, che oggi assumono talvolta un carattere esplosivo: in poche ore cade la pioggia che un tempo sarebbe caduta nell’arco di mesi; assistiamo a nubifragi intensi, violenti, concentrati nel tempo e localizzati nello spazio. Grazie alle nuove tecnologie, questi fenomeni sono oggi prevedibili, ma è al suolo che siamo indifesi: i territori dissestati non reggono più le prove del clima. Ogni anno, fra i 150mila e i 200mila ettari di territorio naturale vengono impermeabilizzati sotto cemento e asfalto o bruciati dagli incendi, e nel 42% dei centri abitati non viene svolta regolarmente la manutenzione ordinaria di fossi e corsi d’acqua, canali di drenaggio e scolo.

Il peso sul bilancio dello Stato

Il dissesto, inoltre, consuma una fetta sempre più elevata del bilancio dello Stato: #ItaliaSicura spiega che 1 euro speso in prevenzione fa risparmiare fino a 100 euro in riparazione dei danni, ma questo principio tende evidentemente a non essere tenuto in considerazione, dal momento che siamo tra i primi al mondo per risarcimenti e riparazioni di danni da eventi di dissesto:  dal 1945 l’Italia paga in media circa 3.5 miliardi;  il dissesto idrogeologico è una delle ragioni dell’aumento del gap infrastrutturale nel nostro Paese.  Attualmente sono 2.943 gli interventi urgenti previsti dai Consorzi di bonifica e di irrigazione per tenere in efficienza la rete di canali scolmatori e di fossi a difesa dei centri abitati, per il contenimento delle piene, per adeguare le arginature e gli impianti idrovori, per stabilizzare le pendici collinari e montane: attività che non fanno notizia, ma salvano vite umane e beni pubblici.

Il piano nazionale d’intervento

Oggi l’Italia è dotata di un piano nazionale di opere e interventi e di un piano finanziario per la riduzione del rischio idrogeologico, presentato sul sito #ItaliaSicura, guidato da principi del monitoraggio e della prevenzione delle criticità, abbandonando la logica dell’emergenza. Le linee guida prevedono la valutazione del rischio e la definizione della gestione, la valutazione comparata delle diverse opzioni tecniche praticabili, le specifiche valutazioni di carattere idrologico, idraulico fluviale e geologico, gli effetti sulla morfodinamica fluviale e costiera, sull’ecosistema, sulla chimica delle acque e sugli aspetti sociali ed economici, le considerazioni sulla resilienza dell’intervento, anche in relazione a scenari di cambiamento climatico. Dalla nascita di #ItaliaSicura sono stati sbloccati 642 cantieri in tutto il territorio per 1.075 miliardi di euro, e procedono i lavori per aprire altre opere per 1.330 miliardi della vecchia programmazione; il piano contro le alluvioni nelle città prevede 1.3 miliardi di euro per opere antialluvioni, con i primi 600 milioni già stanziati per le città più a rischio.

Fonte: italiasicura.governo.it