Intervista a Giulia Fortunato, titolare di CMS.Cultura, racconta la genesi di questo percorso:

Giulia Fortunato: Dall’Africa a Buenos Aires, dai mari del Sud alla Scandinavia e poi Canada, New York, Caraibi. È un viaggio che attraversa popoli e paesaggi, deserti aridi, mari limpidi e foreste verde smeraldo, la mostra “Hugo Pratt e Corto Maltese, 50 anni di viaggio nel mito”, una co-produzione di CMS.Cultura, Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna e Genus Bononiae, in collaborazione con Hugo Pratt art properties, allestita a Palazzo Pepoli – Museo della Storia di Bologna fino al 19 marzo. Hugo Pratt era un viaggiatore romantico, novecentesco, che ha intrecciato vita, arte e letteratura assorbendo ogni dettaglio dal mondo esterno per poi tratteggiarlo con pochi tocchi sicuri sulle tavole che lo hanno consacrato come uno dei più importanti fumettisti di tutti i tempi.

Giulia Fortunato, titolare di CMS.Cultura, racconta la genesi di questo percorso:

Giulia Fortunato: “La mostra nasce in occasione della ricorrenza dei 50 anni dalla nascita di Corto Maltese, alter ego di Hugo Pratt, e dalla volontà di restituire al fumetto il valore artistico di alto livello che merita: in Italia purtroppo è ancora considerato un’arte minore”.

In mostra sono esposti anche splendidi acquarelli.

Giulia Fortunato: “Dagli acquarelli di Pratt emerge la poesia, l’attenzione al dettaglio e l’aspetto emotivo dei singoli personaggi che lo caratterizzano. Con semplici tocchi Pratt restituisce mondi interi. Ci sono poi le 164 tavole originali di Una ballata del mare salato, esposte tutte insieme per la terza volta da quando sono state create”.

Attraverso quali luoghi ci conduce questo viaggio?

Giulia Fortunato: “L’Africa è molto presente, d’altronde Pratt crebbe in Abissinia: il papà venne mandato nelle colonie e fatto prigioniero, e prima di partire regalò al figlio un libro, L’isola del tesoro, al quale Hugo restò sempre molto legato; nella sua opera troviamo molti rimandi. L’Africa vive ne Gli scorpioni del deserto, specchio della storia d’inizio ‘900, nelle vicende coloniali, nelle citazioni di Kipling. E poi c’è Venezia, la sua città, il ghetto ebraico e i segreti della cabala, l’Argentina, la guerra russo-nipponica fino all’Irlanda con le Celtiche”.

In questo viaggio anche l’allestimento ha un ruolo importante.

Giulia Fortunato: “L’intervento di Gianluca Cristoni è stato determinante perché la scenografia da giardino d’inverno d’inizio secolo che ha realizzato immerge il visitatore nell’esperienza, favorendo un ricordo positivo e stimolando una fruizione multisensoriale”.

Emerge uno stretto legame tra Pratt e la letteratura.

Giulia Fortunato: “Certo, da Jack London a Rimbaud, da Shakespeare a D’Annunzio, letteratura e poesia attraversano la sua opera e penetrano all’interno delle sue strisce. Nei suoi disegni convivono realtà, immaginazione, citazioni letterarie, mondi fantastici e onirici”.

Il tutto filtrato attraverso la sua straordinaria vitalità.

Giulia Fortunato: “Pratt era una spugna, attingeva a tutto ciò che gli accadeva intorno, dalla letteratura all’umanità, soprattutto dalle vicende umane. Era un eroe romantico, con le debolezze di un essere umano calato in situazioni avventurose. Le donne in particolare hanno un ruolo importantissimo nella sua vita e nella sua opera, donne argute, intelligenti, risolute, che lasciano sempre un messaggio. Noi con questa mostra speriamo di far venire voglia ai visitatori di riscoprirsi viaggiatori e sognatori”.

intervista dalla redazione di The Network Spirit – www.biodivwrsity.bio

www.mostrapratt.it <http://www.mostrapratt.it>

 

wwww.modenantiquaria.it