Pierfederico La Notte è un ricercatore del Cnr di Bari, Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante. Tra le sue aree di studio, il recupero, la conservazione, il miglioramento sanitario di cultivar minori o rare di vite e altre specie arboree da frutto, il mantenimento e la gestione di collezioni di germoplasma di vite. Attualmente, come molti altri ricercatori, è impegnato nella grave emergenza legata alla diffusione del batterio Xylella che ha colpito gli ulivi del Salento. “Mai come in questo caso aver individuato e conservato il germoplasma dell’ulivo si è rivelato determinante – spiega -: solo avendolo a disposizione c’è la possibilità di trovare caratteri di resistenza. Questo esempio spiega l’importanza della ricerca sulla biodiversità e della conservazione del germoplasma”.

Per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni, il 5 agosto il premio Oscar Helen Miller, interprete del film “The Queen”, amante e assidua frequentatrice della Puglia, sarà al capezzale della millenaria “Regina” del Salento, l’ulivo monumentale colpito, come tanti altri, dalla Xylella, insieme a ricercatori e amministratori del territorio.

Professore La Notte, che obiettivo ha questo appuntamento?

Pierfederico La Notte: “E’ un’iniziativa mediatica che vuole richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni. E’ molto importante perché non c’è ancora una reale consapevolezza di quello che sta succedendo, che non riguarda solo il paesaggio, ma un indotto enorme per l’intera società. E’ dunque fondamentale richiamare in primis l’attenzione delle istituzioni, con l’auspicio che rivolgano un impegno particolare ad agricoltori, frantoiani e addetti al comparto che si trovano in gravi difficoltà, che rischiano di chiudere o hanno già chiuso le aziende”.

Come sono andati gli innesti e qual è lo stato di salute della Regina e degli altri ulivi colpiti dal batterio Xylella?

Pierfederico La Notte: “Gli innesti sono quasi tutti germogliati, però non partono tutti nella stessa stagione, dunque staremo a vedere, è ancora presto per trarre conclusioni. Le speranze ci sono: quella dei sovrainnesti è un’ipotesi sperimentale avviata nel 2015 da alcuni agricoltori, poi dal 2016 estesa su larga scala anche per testare il germoplasma olivicolo, che consiste nell’applicazione di varietà resistenti al batterio per sostituire la chioma delle piante secolari. Al momento abbiamo identificato due varietà resistenti, ma il nostro obiettivo è di ampliare la gamma in modo che gli agricoltori possano scegliere tra molte più varietà”.

Attualmente qual è la situazione della diffusione del batterio in Puglia?

Pierfederico La Notte: “I dati più recenti risalgono al monitoraggio ufficiale della Regione Puglia terminato a febbraio, che ha evidenziato la diffusione di focolai in buona parte della provincia di Brindisi e nel tarantino. Sicuramente dal 2016 ci sarà stato un avanzamento; abbiamo paura che possa essere andato ulteriormente avanti, ma dobbiamo aspettare i dati del nuovo monitoraggio avviato in questi giorni per valutarne la diffusione”.

E’ stata identificata l’origine del batterio?

Pierfederico La Notte: “Sappiamo che viene dal Centro America, secondo gli studi genetici sembrerebbe dal Costa Rica. Dunque si è trattata di una introduzione accidentale, che qui ha trovato condizioni climatiche favorevoli e un ospite nuovo (l’olivo), un vettore efficiente (la sputacchina Philaenus spumarius), una sottospecie del batterio che purtroppo ha dato origine a un cocktail esplosivo”.

Oltre ai sovrainnesti ci si sta muovendo in altre direzioni?

Pierfederico La Notte: “Quella delle resistenze del germoplasma, anche attraverso gli innesti, è una delle linee di ricerca, ma ci sono molte altre attività in corso, ad esempio legate all’uso di antagonisti del batterio che vivono normalmente nei vasi delle piante e che possono competere con il batterio Xylella”.

 

Redazione www.biodiversitywar.it

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