Entrare al Sana, aggirarsi tra padiglioni colmi di bontà naturali dalla terra, marmellate e farine, olii e frutta, è come fare un salto nel futuro, e allo stesso tempo nel passato. Per essere più precisi, in un futuro che si è lasciato alle spalle l’annientamento dei sapori e dei gusti, la grande produzione indiscriminata, l’utilizzo di pesticidi e l’eccessiva raffinazione dei prodotti, recuperando tutto quello che di buono la terra ci ha sempre donato, alla luce delle nuove conoscenze e delle più attuali tecniche di coltivazione e trasformazione. C’è da sperare nel buon senso dell’umanità, affinché il piccolo mondo concentrato in questa fiera diventi, un giorno, il mondo di tutti.

Il salone internazionale del biologico e del naturale ha aperto anche quest’anno le porte a Bologna. I numeri parlano chiaro: le famiglie acquirenti (almeno una occasione di acquisto consapevole di un prodotto bio negli ultimi 12 mesi) salgono al 78% del totale, tra i consumatori bio il 60% è frequent user, ossia consuma prodotti biologici almeno una volta a settimana, e chi prova il bio si affeziona facilmente: l’89% dei consumatori ha iniziato ad acquistare da alcuni anni e continua a farlo ancora oggi; solo l’11% ha scoperto il bio nell’ultimo anno.

Al di là dei numeri, c’è da dire che dopo aver assaggiato un pane di grani antichi con i semi di girasoli, una tavoletta di cioccolato crudo, una confettura di mirtilli selvatici raccolti nel bosco dell’Appennino modenese o un pecorino biologico, è difficile tornare indietro. Talvolta si sostiene che il biologico sia una questione di moda più che una scelta consapevole, ma al primo impatto e alla prova dei fatti, prima di ogni altra, importante, considerazione legata alla salute o alla sostenibilità ambientale, è piuttosto una semplice, inconfutabile, questione di sapore.

E dopo l’assaggio ci sono le parole, quelle degli agricoltori e dei produttori, c’è l’autenticità che si percepisce dal racconto in diretta delle loro storie: c’è chi pratica l’agricoltura biologica, o biodinamica, da oltre vent’anni, chi l’ha appena scoperta e ne è rimasto entusiasta; in ogni caso c’è l’amore per la propria terra e la consapevolezza di avere intrapreso il percorso giusto, naturalmente anche per il bene dell’azienda stessa, e questo non è altro che un incentivo ad andare avanti, ma allo stesso tempo, nel proprio piccolo, per l’intero Pianeta. Noi di Biodiversity.Bio siamo affascinati da queste storie, crediamo nel loro valore e vogliamo farle emergere: non vediamo l’ora di scoprirne altre.