Enrico Giovannini è fondatore e portavoce dell’Asvis, Associazione Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, che dal 22 maggio al 7 giugno organizza il Festival dello Sviluppo Sostenibile, il principale contributo italiano alla Settimana europea dello sviluppo sostenibile (Esdw), durante il quale si terranno oltre 200 eventi (convegni, seminari, workshop, spettacoli) in tutta Italia per richiamare l’attenzione sia sui 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, sia su dimensioni trasversali che caratterizzano l’Agenda 2030, dall’educazione alla finanza per lo sviluppo sostenibile, dagli strumenti per il disegno e la valutazione delle politiche alle modifiche degli assetti istituzionali per favorire le politiche per lo sviluppo sostenibile.

Enrico Giovannini, come e con quale scopo è nato Asvis?

Enrico Giovannini: “Asvis nasce subito dopo l’approvazione dal parte delle Nazioni Unite dell’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile nell’ottobre 2015  e dei relativi 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs nell’acronimo inglese), articolati in 169 Target da raggiungere entro il 2030. Abbiamo contattato una serie di possibili candidati con cui incontrarci, siamo partiti da 80 aderenti, ora siamo più di 170. L’idea è quella di federare tante organizzazioni che lavorano attorno al tema dello sviluppo sostenibile, in diversi ambiti, per spingere noi stessi ma anche il governo, le regioni e le amministrazioni ad adottare questa agenda, a metterla al centro delle scelte decisionali”.

E’ un lavoro molto complesso: gli obiettivi spaziano dall’istruzione alla fame nel mondo, dall’ambiente alla parità di genere.

Enrico Giovannini: “Sì, lo è. Ma abbiamo bisogno di rivolgerci a organizzazioni molto eterogenee tra di loro, perché tutti gli aspetti sono collegati tra loro. Per quanto riguarda la governance abbiamo risolto in modo molto democratico perché ogni organizzazione, grande o piccola che sia, porta un membro nei processi decisionali all’interno di gruppi di lavoro che traducono i progetti in azioni operative, creando sinergie di cultura comune. Si tratta di un cambiamento di paradigma epocale: tutti gli elementi sono collegati, ogni aspetto è legato all’altro. L’Italia è ancora indietro su diversi obiettivi, non possiamo negarlo, c’è molto lavoro da fare ma è una sfida possibile”.

Dunque anche l’ambiente, che torna in diversi obiettivi, come il 15, sulla flora e fauna terrestre, o il 12, che riguarda i cambiamenti climatici, è legato ad altri aspetti?

Enrico Giovannini: “Certo. Per quanto riguarda l’ambiente, ci poniamo l’obiettivo di proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre, gestire sostenibilmente le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno, e fermare la perdita di diversità biologica. Ma la chiave per raggiungere questi obiettivi è l’interazione tra tutti i soggetti coinvolti: ad esempio, se un sindacato o un’associazione si occupa di sviluppo sostenibile, deve pensare anche all’ambiente; allo stesso tempo, gli ambientalisti non possono non tener conto dei risvolti economici. Proprio le associazioni ambientaliste hanno riconosciuto all’Asvis il merito di averle portate fuori dal loro classico recinto”.

Com’è organizzato il Festival dello Sviluppo Sostenibile?

“E’ un evento distribuito su tantissime città in modo da raggiungere i cittadini e le amministrazioni. Siamo partiti con una call a tutti i nostri aderenti e abbiamo ottenuto un’adesione straordinaria. Questa grande adesione segnala che il Paese reale è più avanti delle istituzioni, e anche dei media, che continuano a classificare il tema dello sviluppo sostenibile come una questione limitata allo sviluppo ambientale, che è ovviamente centrale, ma non può essere risolta se non la si affronta a 360°, da tutti i punti di vista ad essa collegati. Oltre agli eventi convegnistici, il Festival proporrà anche incontri con personaggi di spicco ed esperti in modo più informale, comprendendo anche attività culturali e di spettacolo, in modo da coinvolgere e sensibilizzare fasce sempre più ampie della popolazione sui temi dello sviluppo sostenibile, andando anche oltre gli addetti ai lavori”.

di Giulia Foschi
Redazione www.biodiversitywar.it

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