#giovanistorie-NextMade
Vi raccontiamo la storia di due giovani designer, ricercatrici al Politecnico di Milano che dalla loro ricerca hanno realizzato un’idea imprenditoriale.

Caterina Dastoli e Romina Santi sono due giovani designer, ricercatrici al Politecnico di Milano, che si sono appassionate allo studio dei materiali. A Materials Village hanno presentato il nuovo prodotto di NextMade, brand di prodotti in ecodesign multifunzionali nato dalla collaborazione con il team di ricerca di NextMaterials, spin-off affiliato al Consorzio Interuniversitario per la Scienza e Tecnologia dei Materiali (INSTM).

Caterina, qual è il vostro percorso?

“Io e Romina siamo due ex studentesse della  Facoltà di Design. In fase di tesi abbiamo maturato un forte interesse per l’ambito dell’innovazione dei materiali in settori diversi. Noi non siamo ingegneri, abbiamo un background da designer, ma crediamo che questo rappresenti un valore aggiunto, perché ci permette di vedere i problemi da angolazioni diverse. Ora lavoriamo con un team, abbiamo un assegno di ricerca al Dipartimento di Design, e andiamo avanti!”.

Che prodotto presentate a Materials Village?

“Il 3d paper, nato dalla voglia di creare un materiale biocompatibile per stampante 3d. Oggi si utilizzano polimeri come PLA e ABS, classiche plastiche che non hanno proprietà di biocompatibilità. Abbiamo quindi provato a integrare la fibra di cellulosa all’interno di un polimero solubile per lo stampaggio 3d del filamento, che potesse essere riciclabile come carta e cartone. Inoltre il materiale idrosolubile presente nel filamento ha altre proprietà interessanti: il materiale si può auto saldare con l’uso di acqua, senza collanti sintetici per incollare i pezzi tra loro, come spesso si deve fare con la stampa 3d. In più, con  il trattamento termico li puoi modellare a piacere utilizzando forme riscaldate. E’ un materiale che non necessita di una stampante 3d dedicata, basta abbassare la temperatura a 190 gradi”.

Quali potrebbero essere alcune applicazioni di questo materiale?

“Nell’ambito della stampa 3d parliamo soprattutto di prototipi, dunque i settori sono molteplici, ma al di là del filamento il materiale in sé, il polipaper, dal quale abbiamo sviluppato il 3d paper, si può utilizzare anche sotto forma di pellet per stampare a iniezione un packaging a base di cellulosa, completamente sostenibile a differenza del classico cartone ondulato”.

Per informazioni sul Materials Village: www.materialsvillage.it.

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