Intervista a Paolo Carnemolla, presidente Federbio: “Non è più tempo dei tre per due. Non è una moda, è un cambiamento diffuso nello stile di vita”.

Paolo Carnemolla, presidente Federbio – Produzione e consumo di prodotti biologici: a che punto siamo?

Paolo Carnemolla Federbio“Guardando i dati, nel 2016 siamo cresciuti del 19% come consumi interni, mentre sull’export non ci sono dati ufficiali. Parliamo comunque di 4 miliardi di euro di fatturato complessivi, dei quali 3 sul mercato interno. Contiamo circa 60mila imprese, in gran parte agricole, sul territorio nazionale; siamo attorno al miliardo e mezzo di ettari, corrispondenti al 10% della produzione agricola complessiva”.

Numeri che suggeriscono un crescente interesse per il settore e una scelta precisa da parte dei consumatori.

Paolo Carnemolla Federbio “Possiamo dire che dal 2008, quando è iniziata la crisi, noi siamo sempre stati in controtendenza, in particolare rispetto al settore agroalimentare nel suo complesso, che ha subito un forte calo”.

Secondo lei per quali ragioni?

Paolo Carnemolla Federbio “Da una parte si affacciano ai consumi le giovani generazioni, che hanno uno stile di vita orientato alla sostenibilità. Il nostro consumatore tipo è la giovane famiglia con figli e un grado di istruzione elevato, persone che dieci, quindici anni fa a scuola hanno studiato educazione alimentare, hanno seguito un certo percorso formativo. L’attenzione per la sostenibilità riguarda tutti i settori, dalle automobili all’energia elettrica, e il biologico rientra in questo mutamento generale. C’è poi una porzione di consumatori tra i 50 e i 60 anni, neopensionati con maggiore disponibilità economica che si sentono ancora giovani e giustamente vogliono mangiare bene. Inoltre c’è una crescente tendenza a sprecare meno, a comprare meno per evitare di buttare il cibo, acquistando prodotti che costano un po’ di più ma in quantità minori, così si mangia anche un po’ meno, e si sta meglio, e non si lasciano a marcire gli alimenti nel frigorifero. Non è più tempo dei tre per due. Non è una moda, è un cambiamento diffuso nello stile di vita”.

Il biologico tuttavia non è esente da polemiche e da notizie di carattere opposto, dalle questioni legate alla certificazione alle verifiche dei metodi utilizzati.

Paolo Carnemolla Federbio“Primo, il biologico è l’unico sistema agricolo alimentare sostenibile certificato con normativa europea. Secondo, dati ufficiali dimostrano che negli alimenti biologici c’è una probabilità di trovare un residuo di prodotto non ammesso infinitamente più bassa rispetto all’agricoltura tradizionale. La maggiore sicurezza è un dato obiettivo”.

Quali azioni promuove Federbio per sostenere e comunicare il lavoro dei produttori biologici?

Paolo Carnemolla Federbio “Federbio associa organizzazioni afferenti a tutti gli ambiti della filiera, dalla produzione alla trasformazione. Da diversi anni portiamo avanti dei programmi di promozione finanziati dall’Unione europea nel mercato interno e in paesi terzi come Stati Uniti e Giappone, abbiamo legami con enti e organizzazioni nazionali e internazionali. In Italia siamo presenti anche all’interno di fiere di settore come Sana, Vinitaly o Tutto Food a Milano: la comunicazione è capillare”.

di Giulia Foschi

Link Utili: Biodiversity.Bio  e Federbio