Emilio Genovesi CEO Materials ConneXion:
Qual è la storia di Materials ConneXion e quali i suoi obiettivi?

Emilio Genovesi, CEO: “Materials ConneXion è un network internazionale con sede centrale a New York, nata vent’anni fa, quando tutti investivano sul virtuale, con l’idea che ci sarebbe stato tanto bisogno anche di nuovi materiali. Nasce così la prima banca dati di materiali innovativi. Il progetto ha iniziato a diffondersi attraverso un network di ricercatori; noi siamo concessionari del marchio per Italia, Svizzera e Spagna. Le sedi sono in tutto dieci, in tutto il mondo, e ciò che le accomuna è la presenza in ognuna di esse di una “materoteca”, una biblioteca di materiali che puoi guardare e toccare, incrementata ogni mese con un’attenta politica di scelte: è una raccolta viva, sempre aggiornata, usata dalle aziende e dai progettisti per lo sviluppo del loro lavori. Poi ogni sede attiva consulenze sul territorio con aziende e produttori”.

Com’è nata l’idea del Materials Village di Milano e quali sono le novità di quest’anno?

Emilio Genovesi: “A Milano, durante il Fuori Salone, si trovano migliaia di iniziative, e per le aziende è importante esserci,  anche per i produttori di materiali. Per questo abbiamo creato questo evento, una piattaforma espositiva dove i produttori di materiali incontrano architetti, progettisti, buyer di tutto il mondo. Diamo la possibilità anche ad aziende di medie dimensioni di partecipare a un costo accessibile”.

In che modo i materiali innovativi e la tecnologia possono agire su inquinamento ambientale, illuminazione, inquinamento acustico, costi energetici, riduzione degli sprechi dell’acqua..?

Emilio Genovesi: “Ormai i materiali sono assolutamente decisivi. Oggi, grazie allo sviluppo tecnologico, il paradigma è cambiato: inizialmente parlando di materiali circolari o di riciclo si pensava a qualcosa di povero, di scarto, invece oggi non è affatto così. Lavorando con i materiali neobiologici che arrivano dalla natura, da cui vengono estratte plastiche biodegradabili, siamo in grado di creare categorie di materiali per la vita quotidiana che non inquinano e non hanno problemi di smaltimento. Ad esempio il 40% dei pile che usiamo sono realizzati con la plastica delle bottiglie di acqua minerale. Un cambiamento sensibile e sostenibile di cui forse non ci siamo neanche accorti. Anche i materiali di scarto possono avere nuova vita, ad esempio in mostra abbiamo una pietra che viene usata per la pavimentazione delle strade, fatta con la spazzatura delle strade, raccogliendo quella spazzatura, ripulendola dalle impurità”.

Cosa s’intende con l’espressione “Internet delle cose” e perché può cambiare le nostre vite?

Emilio Genovesi: “Sicuramente l’intreccio con il tema dell’IT è decisivo, intanto perché non è che le tecnologie viaggino nel niente, ma hanno bisogno di supporti, e poi perché permettono di cambiare la natura dei materiali. Ad esempio oggi ci sono dei vetri che riscaldano, che conducono informazioni, usati nel mondo dell’automobile per eliminare cavi e far viaggiare tutto attraverso le pareti, oppure cementi trasparenti con fibre ottiche: l’intreccio tra tecnologie e nuovi materiali fa parte delle nostre vite”.

di Giulia Foschi

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