“La terra rosa, storie di donne e agricoltura”

Donne! Un’impresa agricola su cinque in Emilia Romagna è condotta da una donna: più di 13mila aziende in tutto. Inoltre, su 1319 agriturismi, 631 sono guidati da donne, come anche la metà delle fattorie didattiche. I dati, ricordati durante la presentazione del docufilm “La terra rosa, storie di donne e agricoltura”, promossa da Anp, Agia e Donne in Campo in occasione della Festa della Donna, evidenziano una tendenza positiva nella nostra regione, visibile soprattutto nella gestione delle attività che affiancano l’agricoltura pura. Secondo i dati Istat, nel 2014 il 28,9% delle imprese agricole italiane era in mano a donne, un numero che non presenta particolari oscillazioni rispetto agli anni precedenti. Tuttavia è necessario tenere presente, ricorda CREA – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria nel report dedicato alle donne in agricoltura relativo al 2014, che questo dato non tiene conto della complessità della presenza delle donne in agricoltura: figlie, mogli, madri, dipendenti attive nelle aziende agricole costellano un universo femminile sfuggente, non semplice da esaminare.

Le donne impiegate in agricoltura, sempre secondo i dati CREA, rappresentano il 30% della forza-lavoro salariata totale, ma i dati relativi alle mansioni svolte rivelano un forte squilibrio tra uomini e donne, rispecchiando, purtroppo, e in maniera piuttosto evidente, una tendenza individuabile in diversi settori lavorativi: ben il 70% dei ruoli dirigenziali sono maschili, solo il 3% del totale delle dipendenti occupa la posizione di dirigente e impiegato. Una particolare nota dolente riguarda poi il lavoro stagionale, che sotto la flessibilità nasconde forme di sfruttamento, accentuate in sfavore delle donne: nel 2010, ogni giornata di lavoro agricolo compensava i maschi con 213 euro e le femmine con soli 143 euro.

Il discorso cambia quando si parla di manodopera familiare: il 28% delle donne che lavora nelle aziende familiari ricopre il ruolo di conduttrice, cioè il 33% rispetto al numero totale di conduttori. Il carattere versatile delle donne si evidenzia dalla loro forte presenza nelle attività “collaterali”, o per meglio dire nella conversione multifunzionale delle aziende agricole, cioè nella gestione dell’ospitalità, di attività di ristorazione e di agriturismo, delle fattorie didattiche, degli shop annessi alle aziende.

Il panorama appare dunque caratterizzato da luci e ombre, e indica sicuramente la necessità di lavorare ancora molto per incentivare l’inserimento delle donne in agricoltura, soprattutto ad alti livelli, combattendo i trattamenti differenziati o le barriere all’accesso, elementi tanto anacronistici quanto radicati. Un dato molto positivo arriva però dalle giovani: nel 2015 sono aumentate del 76% le italiane under 34 che hanno scelto di lavorare da indipendenti come imprenditrici agricole, una crescita tripla rispetto a quella dei coetanei maschi: un bel segnale d’inversione di rotta.

di Giulia Foschi