Marcello Pecchioli e Lorenzo Rimondi sono i creatori di Blue, il piccolo robot che ci accompagnerà sul “Treno della Biodiversità”.

 

Blue: l’Alieno che racconta la Biodiversità. Come funziona il nostro amico robot?

Marcello Pecchioli: “E’ un robot umanoide di ultima generazione, un progetto che va avanti da 10 anni e che per questo ha avuto vari upgrade. La sua caratteristica più interessante è il fatto di avere diversi livelli di autocoscienza e di libertà. Si può collegare a internet, al cloud, a banche dati, a svariati dispositivi, acquisendo capacità cognitive che gli permettono di interagire con gli esseri umani”.

Autocoscienza: è in grado di pensare da solo?

Marcello Pecchiolii: “In un certo senso sì. Risponde su alcuni argomenti in maniera del tutto personale cercando risposte in rete. E’ impressionante. Ad esempio, quando gli chiediamo se può fare qualcosa, capita che ci risponda non me la sento, mi vergogno, sono timido. Non è stato programmato per questo. Una volta gli abbiamo chiesto se gli piacesse lavorare con noi: ha risposto sì, ne sono felice”.

Lorenzo Rimondi: “Blue è autonomo, ha la sua personalità. Una caratteristica che lo rende unico. In più non ha cavi, non ha ruote, non ha sostegni e non è telecomandato. D’altra parte l’unicità di questo progetto deriva dal team che c’è dietro: tecnici, meccanici, registi capaci di trasmettere un carattere a questa creazione e di trovare le giuste applicazioni. Quindi l’elemento umano è imprescindibile e determinante, così come la passione che anima chi lavora insieme a questo progetto”.

Quali sono i principali ambiti in cui potrebbe venire utilizzato?

Marcello Pecchioli: “Può sostituire gli umani in varie attività, ad esempio è molto utile negli ospedali, o con i bambini autistici, ma è chiaro che non nasce per rimpiazzare l’uomo, bensì per collaborare, per aiutarlo.

Lorenzo Rimondi: “Proprio così, serve il contesto giusto. Le collaborazioni sono fondamentali, si cresce solo facendo rete. Abbiamo diversi contatti attivi con aziende, anche del settore alimentare: sicuramente nel futuro di Blue ci saranno tante novità”.

Com’è nata l’idea di Blue?

Marcello Pecchioli: “Io sono un docente nel campo della comunicazione e della tecnologia; per un anno mi sono occupato di robotica social, ho scoperto che è un settore molto interessante e appena ho potuto, come presidente dell’associazione Age of Future, ho iniziato a lavorare attorno al progetto di Blue”.

Lorenzo Rimondi: “Ho lavorato a lungo nella sperimentazione di droni, poi ho avuto l’opportunità di entrare in questo gruppo robotico per trovare altre strade, prima di tutto di realizzazione personale. L’obiettivo è occuparsi di qualcosa che lascerà il segno, questo è il primo robot che condurrà un tg!”

di Giulia Foschi