Biofach 2017 : Ecco i dati straordinari sulla crescita della domanda e della produzione mondiale dalla più grande fiera dedicata al biologico.

Biofach, la più grande fiera mondiale dedicata al biologico che si è svolta dal 15 al 18 febbraio a Norimberga, con un’affluenza di oltre 50mila visitatori provenienti da 134 Paesi, un record che già di per sé indica l’eccezionale interesse per il settore.

81,6 miliardi di dollari (circa 75 milioni di euro) di fatturato mondiale (erano 60 miliardi di dollari nel 2010), 43,7 milioni di ettari coltivati (più 7,2% rispetto al 2014), 2,4 milioni di operatori (più 14,7% rispetto al 2014). Sono questi i numeri del biologico su scala mondiale, presentati durante l’ultima edizione di Biofach,

I dati, relativi al 2015 e contenuti nel rapporto 2016 “The World of Organic Agriculture” pubblicato da FiBL e IFOAM, mostrano una tendenza in constante crescita. Ben 179 Paesi hanno una forma di agricoltura biologica. E’ interessante notare come, tra i primi dieci per ampiezza di terreni votati all’agricoltura biologica, ci sia al primo posto l’Australia (con 22,9 milioni di ettari e in netto stacco rispetto a tutti gli altri), poi l’Argentina (3,07) e gli Stati Uniti (2,07). Il primo Paese europeo è la Spagna, al quarto posto in classifica con 1,97 ettari, poi la Cina (1,61) e l’Italia (al sesto posto nel mondo con 1,49 milioni di ettari). Seguono Francia, Uruguay, India e Germania. Guardando al mercato, sul podio ci sono invece Stati Uniti, Francia e Germania. L’Europa è caratterizzata da una produzione che cresce più lentamente rispetto alla domanda, e dal più alto consumo pro capite di prodotti bio: questo significa che la domanda è altissima, tanto da non trovare riscontro sufficiente nella produzione.

Un altro elemento che salta all’occhio è la costante presenza dell’Italia praticamente in ogni classifica relativa alla produzione biologica. D’altronde la crescita del mercato nostrano mostra cifre elevatissime (+ 40% della domanda interna tra il 2014 e il 2016, fonte Nomisma, Nielsen, Assobio). E’ chiaro, in conclusione, che c’è spazio per un forte aumento della produzione biologica (anzi, l’aumento è necessario), e che è questo il momento per impegnarsi nella produzione di qualità, nella collaborazione tra imprese e nella comunicazione del mondo del biologico.

di Giulia Foschi

 

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