Il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, il presidente della regione Stefano Bonaccini, il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia e di Confindustria Ceramica Vittorio Borelli hanno tagliato il nastro di Cersaie questa mattina alle 10.45, prima di aprire il convegno inaugurale “Sostenibilità e competitività nella manifattura europea nel contesto internazionale”, al Teatro Europauditorium.

“Siamo in una Regione, l’Emilia Romagna – ha sottolineato Bonaccini -, che copre il 90% del comparto manifatturiero italiano, e si colloca tra le prime in Europa. Una posizione importante, dalla quale deriva anche una grande responsabilità”. La direzione da seguire, secondo parere comune, è quella non della decrescita felice,  ma di una crescita sostenibile, basata sull’economia circolare. “Per questo – ha concluso Bonaccini – è fondamentale il sostegno alla ricerca e all’innovazione”.

In merito al tema dell’innovazione è intervenuto il presidente di Confindustria Ceramica Vittorio Borrelli: “Siamo in un momento storico cruciale – ha affermato  -, alle soglie della quarta rivoluzione industriale. Molti posto di lavoro verranno presi da robot, ma tanti altri verranno creati, eliminando quelli obsoleti. Non ha senso frenare l’innovazione, è come se cento anni fa avessimo proibito le lavatrici per preservare il lavoro delle lavandaie”.

Il ministro dell’Ambiente Galletti ha sottolineato la necessità di superare i vincoli burocratici, “un processo non semplice da attuare a causa dei limiti posti dal titolo V della Costituzione, che attribuisce alcuni poteri solo alle regioni”. Sul versante ambientale, ha ricordato che “l’Italia copre lo 0,8% di emissioni globali, l’Europa il 9%. E’ vero, siamo piccoli, siamo anche molto industrializzati, possiamo affermare di essere un Paese virtuoso. Abbiamo ridotto in modo significativo le emissioni di Co2”.

Per quanto riguarda il comparto ceramico, la strada della sostenibilità è stata già intrapresa, sull’onda dell’economia circolare, con investimenti su nuovi materiali, lo sviluppo di processi produttivi che permettono di risparmiare energia e di processi di trasformazione dei rifiuti. “Non vedo gli imprenditori come gli inquinatori del pianeta – continua Galletti – bensì come amici. Questi nuovi processi sono vantaggiosi per le imprese: l’attenzione per l’ambiente è il futuro; è il nuovo, determinante elemento di competitività”.

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