Proposta per la Giornata Mondiale delle Api

Due anni fa la Slovenia, nazione da tempo in prima linea per la protezione delle api, ha proposto alle Nazioni Unite di indire la Giornata mondiale delle Api. La data scelta è il 20 maggio. La ragione? Molto semplice: in Europa la mortalità delle colonie di api si sta attestando intorno al 20%, negli Stati Uniti sopra il 40%. Pesticidi chimici utilizzati in agricoltura, parassiti e predatori, insieme a fattori ambientali e climatici, decimano gli sciami, e la situazione peggiora di anno in anno.

Ma perché è tanto importante salvare le api? Le api sono fondamentali per il Pianeta, e per noi: senza la loro impollinazione moltissime specie selvatiche e coltivate non esisterebbero più e la nostra dieta sarebbe molto meno ricca; allo stesso tempo, la loro assenza comporterebbe la sparizione della biodiversità naturale e selvatica, e l’intero assetto idrogeologico ne risulterebbe sconvolto: secondo la Fao, il 71% delle colture più importanti a livello globale per consumo umano vengono impollinate dalle api e dagli altri insetti impollinatori, come mosche, farfalle e bombi. Ecco perché questi animaletti sono tanto preziosi. Semplificando, sul lungo periodo senza api non ci sarebbero né cibo né vita.

All’interno di questo quadro, l’Italia riveste un ruolo particolare perché sul nostro territorio si trovano 30 varietà diverse di miele monoflora, cui si affiancano 7 millefiori. Inoltre, l’italia è un luogo d’eccellenza per gli allevamenti delle api regine. Così anche nelle nostre città si torna in questa giornata a parlare di alveari urbani, nel tentativo di facilitare la vita di questi preziosi insetti anche nei contesti urbanizzati.

In Emilia Romagna inoltre, grazie all’Osservatorio sul miele, si è raggiunta un’intesa fra apicultori, agricoltori che producono sementi e industria sementiera per promuovere tecniche compatibili con la vita delle api e garantire l’impollinazione e la produzione delle sementi parallelamente alla vita delle mellifere. Un punto di partenza importante che l’Osservatorio sta cercando di trasferire a tutte le altre realtà nazionali. Un’agricoltura compatibile con l’ambiente, e i divieto di utilizzo di pesticidi neonicotinoidi, è la direzione da seguire per salvare le api prima che sia troppo tardi.

 

di Giulia Foschi
Redazione www.biodiversitywar.it –

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