Anna Benedetti è la presidente della Società Italiana Scienza del Suolo (www.scienzadelsuolo.org), nata sessant’anni fa per tutelare questo bene così importante. Durante l’ottava conferenza economica della Cia, a Bologna, ha spiegato la necessità di salvaguardare la nostra terra, un elemento spesso banalizzato, o dato per scontato, eppure a rischio di erosione, di dissesto, di perdita della sua naturale ricchezza. Il suolo è parte integrante degli ecosistemi agricoli e forestali e ne rende possibile il funzionamento. L’agricoltura, che di fatto coincide con l’utilizzo del suolo, è dunque la prima interlocutrice.

Il suolo è un bene non rinnovabile, pochi percepiscono questo concetto – ha chiarito Benedetti -. Se riflettiamo sul fatto che per formare un solo centimetro di suolo servono mille anni, e il 90 per cento della biodiversità è racchiusa nel suolo, pari al 25 per cento delle specie, forse riusciamo a renderci conto che il suolo è la nostra vera ricchezza nazionale, il nostro Pil”. Il problema sta nel fatto che non è possibile ampliare il terreno agricolo utilizzabile, perciò serve una gestione sostenibile. “Il 95% degli alimenti deriva dal suolo. Da qui al 2030 servirà un ampliamento della produzione agricola del 30%, ma poiché di terra non ne abbiamo più, o se ne abbiamo non è coltivabile, è necessario fare un passo indietro e pensare a una gestione sostenibile del nostro suolo: in questo modo recupereremmo oltre il 50 per cento della produzione”.

 

Ma come? “Una delle prime azioni che ho intrapreso come presidente della Società Italiana Scienza del Suolo – risponde Benedetti – è stata quella di avvicinare gli ordini professionali e le associazioni di categoria per far sì che le società scientifiche si aprano verso i reali portatori di interesse, verso coloro che gestiscono il suolo e che tutelano l’ambiente, offrendo competenza e collaborazione concreta per raggiungere un obiettivo comune, cioè la tutela delle nostra terra”.

“Le politiche europee hanno riconosciuto alla gestione del suolo un ruolo fondamentale per raggiungere obiettivi primari come sostenere la transizione verso un’economia a ridotte emissioni di carbonio, promuovere l’adattamento ai cambiamenti climatici, favorire la prevenzione dei rischi ambientali e la gestione del rischio idraulico e promuovere l’uso efficiente delle risorse. Le linee guida per una agricoltura sostenibili vanno in questa direzione”.

 

di Giulia Foschi

Redazione www.biodiversitywar.it
Fondazione BioHabitat

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