Lo ha detto Stefano Zanette, Presidente del l Consorzio di Tutela della Denominazione di Origine Controllata Prosecco, durante il consueto appuntamento di fine anno a Palazzo Prosecco di Treviso, mercoledì 20 dicembre: “Avevo un sogno, quello di incontrare Alex Zanardi, per quello che quest’uomo rappresenta in termini di passione e tenacia nella vita
Testimonial d’eccezione, il pluripremiato pilota, con nel viso i segni di una giornata faticosa, ma con il fuoco negli occhi racconta la sua storia, sorridendo al pubblico di giornalisti e ospiti della serata, orchestrata da Albina Podda.
Non parla del suo incidente e solo marginalmente dei giorni in ospedale che lo hanno visto cambiare prospettiva. Entra direttamente nel suo presente e di quanto è accaduto a Firenze il 26 novembre, in occasione della gara di handbike alla Firenze Marathon.
Obiettivo 3 è un progetto, direi un laboratorio olimpico, nato da un’esigenza che ho colto nel mondo della disabilità – ha spiegato Alex Zanardi nel suo intervento –  L’incidente automobilistico nel quale ho perso le gambe ha segnato il mio ingresso in una nuova vita prodiga di gioie e onori che merito solo in parte. Molti ragazzi desiderano cimentarsi nello sport, ma per i disabili l’alto costo dei presìdi necessari per praticarlo, spesso lo rende proibitivo. Per questo ho creato Obiettivo 3: per garantire loro gli aiuti necessari e oggi possiamo già vedere i primi risultati. Se tra questi ragazzi riusciremo a selezionarne (almeno) 3 da portare a Tokyo, per me sarà un grande successo da condividere con chi, come il Prosecco Doc, ha deciso di sostenere questa importante sfida”.
E poi racconta il dietro le quinte di Laura, una delle atlete esordienti all’appuntamento di Firenze. Nella sua scheda, sul profilo del progetto, si colgono i risultati di un percorso di trasformazione impressionante, una determinazione tutta femminile a combattere, a cogliere dai momenti di avversità, l’intuizione coraggiosa per rinascere.
Eppure, racconta Alex Zanardi, prima della gara si sono palesati i dubbi, i segni di una indecisione a proseguire “se voleva trovare in me il conforto a desistere, aveva sbagliato persona, e avevo ragione, perché all’arrivo, nell’intervista che le ha fatto mia cognata, c’era tutta la sua gioia”.
Quello che ci convince non è solo il risultato atletico di coloro che con orgoglio porteranno la bandiera alle olimpiadi di Tokyo 2020, ma è il contesto. Cogliamo l’attimo in cui tutto può cambiare, il momento in cui prendi coscienza che c’è un’alternativa. Il fermo immagine di una scelta, e l’imprescindibile presenza di chi ti sostiene, ti ha preso per mano e ti vuole portare dove nemmeno l’immaginazione arriva.
Quando Alex Zanardi è entrato nella sala aveva quell’immagine negli occhi e per chi l’ha colta e ne è rimasto colpito, non c’è commozione ma rispetto.
L’invito a partecipare alla raccolta fondi del progetto, colto in anticipo da tutto lo staff del Consorzio, vuol dire proprio questo.

Oltre alla consegna dei 10.000€ destinati al progetto, il Consorzio Prosecco Doc ha indetto una gara di solidarietà tra gli invitati alla serata, al fine di raccogliere la cifra necessaria alla realizzazione di una hand-bike da destinare a uno dei nuovi potenziali atleti che Alex individuerà tra i papabili da allenare per le prossime Olimpiadi.
Una cosa è certa, nessuno è uscito da quella serata senza avere avuto la sensazione di aver ricevuto un regalo importante: Alex Zanardi vince sempre.