Spostandosi da un fiore all’altro le api raggiungono e impollinano più di 170 mila specie vegetali, garantendo così la biodiversità nell’ecosistema

Si celebra oggi, 20 maggio, la Giornata Mondiale delle Api, istituita nel 2017 in ricordo della data di nascita dello sloveno Anton Jansa, pioniere dell’apicoltura. Spostandosi da un fiore all’altro le api raggiungono e impollinano più di 170 mila specie vegetali, garantendo così la biodiversità nell’ecosistema. Senza di loro, la produzione dei frutti della natura sarebbe molto più lenta. Dall’attività delle api e di altri impollinatori dipendono l’88% delle piante da fiori selvatiche e l’80% delle 1.400 piante che nel mondo producono cibo e prodotti dell’industria. Considerando le sole api selvatiche, si tratta di un vero e proprio esercito di oltre 20.000 specie di animali, da cui dipende il 35% della produzione agricola mondiale, con un valore economico stimato ogni anno di oltre 153 miliardi di euro a livello globale e 22 miliardi di euro in Europa. Eppure le api sono in pericolo, con tassi di estinzione attualmente da 100 a 1.000 volte più alti del normale a causa dell’impatto delle attività umane: agricoltura intensiva, monocolture, pesticidi, inquinamento e cambiamenti climatici che anticipano le fioriture.

In occasione della giornata mondiale, nata per sensibilizzare su questo tema, il WWf lancia una raccolta firme in difesa delle Strategie Ue “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030” che fissano importanti obiettivi per la conservazione delle api e altri insetti impollinatori, come la riduzione del 50% dei pesticidi, la creazione di aree per la tutela della biodiversità nel 10% delle aree agricole e il 25% di superficie agricola certificata in biologico entro il 2030. “L’impollinazione è uno dei servizi ecosistemici più importanti forniti dalla Natura per il benessere umano e per la nostra economia -, afferma Franco Ferroni, Responsabile Agricoltura & Biodiversità del Wwf Italia.

Sarà inaugurato a Cruillas, quartiere periferico di Palermo a forte marginalizzazione sociale, un orto realizzato su cinquemila metri quadrati di terreno sottratto alla mafia dove sarà ospitato anche un alveare. Il progetto è ideato da Hryo (Human Rights Youth Organization) e sostenuto dal centro Muni Gyana in partenariato. “Una decisione, quella di stabilirvi un alveare, presa sulla convinzione di proteggere una specie sempre più in declino – nonostante la loro importanza, il numero e la varietà degli impollinatori sono diminuiti negli ultimi decenni principalmente in conseguenza delle attività umane – e come memento: tutti interdipendiamo, la vita dunque dipende anche dalle api”, affermano i promotori dell’iniziativa. A Terra Franca sono state posizionate le arnie con le api. Si garantirà così, in una terra che fu in mano ai mafiosi e oggi è libera, che questi insetti “sociali” vadano di fiore in fiore trasferendo pollini e garantendo la biodiversità vegetale. O magari decidano di portarli all’alveare, dov’è compito delle api operaie trasformarli in miele.

Di admin

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