Svolta per le future missioni nello spazio: oltre 40 mila chilometri quadrati di superficie lunare potrebbero contenere acqua intrappolata.

Davvero la Luna non smette di sorprenderci. La Luna è «umida», ricca di acqua ben oltre la predizione delle misure, che si son fatte negli ultimi cinquant’anni di ricerca e di osservazioni, con telescopi e mezzi satellitari, perfino camminando sul suolo lunare; la Nasa rivela che le recenti osservazioni del telescopio aeroportato «Sofia» suggeriscono l’ipotesi di una insperata abbondanza d’acqua sul nostro satellite naturale. Questa scoperta porta sostegno al programma americano Artemis, del ritorno dell’uomo sulla Luna «per restarvi», fortemente voluto dal Presidente degli Usa Donald Trump: l’acqua è un materiale preziosissimo per qualsiasi attività utile al «vivere e lavorare sulla Luna» e quindi la scoperta dell’abbondanza di acqua sul satellite incoraggia prestigiosi scenari geopolitici di insediamenti lunari. Anche l’industria italiana, che ha una leadership riconosciuta nella fabbricazione di sistemi abitativi nello spazio, può legittimamente rallegrarsi.

In effetti, nell’annuncio della Nasa, l’entusiasmo del nuovo eldorado a portata di mano va perfino oltre la domanda se «vivere e lavorare sulla Luna» sia veramente interessante, sia scevro da grandi pericoli fondamentali e veramente portatore di valore. D’altra parte, allargando un poco la visuale, è possibile immaginare che uno sforzo tecnologico mirato al ritorno alla Luna consenta di sviluppare tecnologie abilitanti anche con il coinvolgimento di imprese ed investimenti privati, che promuovano crescita economica e prosperità sulla Terra, che facciano decollare la «space economy» in Europa come già è successo negli Usa e sotto questo profilo la notizia dell’umidità della Luna potrebbe essere consolatoria.

La mia incorreggibile curiosità scientifica mi porta anche a sperare che queste nuove conoscenze sulla Luna ci aiutino a lumeggiare una questione ancora aperta: qual è l’origine della Luna? Non è singolare che ci sia una sola Luna attorno alla Terra? Che il nostro unico satellite naturale sia così grande da influenzare parecchio la le dinamiche della Terra? Ci sono diverse ipotesi sull’origine della Luna – la cattura gravitazionale da parte della Terra, la formazione protoplanetaria «parallela» e poi … la collisione con Theia; quest’ultimo è a mio avviso lo scenario più intrigante, anche se non necessariamente il più probabile. Theia è l’ipotetico pianeta del primo Sistema Solare che sarebbe entrato in collisione con la Terra primordiale circa 4,5 miliardi di anni fa, portandole grande quantità d’acqua e producendo una grande quantità di detriti da cui si sarebbe poi formata la Luna. Chissà che l’acqua della Luna non venga anch’essa da Theia? Ora stop alle mie fughe fantascientifiche. Lasciamo agli scienziati e gli addetti ai lavori il compito e il tempo di pubblicare i loro risultati, di dirci qualcosa di più attorno a questa formidabile notizia; noi continueremo a guardare la Luna, anche tra le nuvole, sentendola forse un poco più simile ed amica.

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